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Happy End 2018 > Paco



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PacoNon dovrei essere io a raccontare questi 5 giorni infernali bensì Paco e con lui mio padre. Il primo non ha però ancora imparato ad usare internet e il secondo scoppierebbe a piangere. Vivevano in Veneto fino a poco tempo fa. Ad ottobre mia mamma è mancata e Paco è stato il sostegno e la forza di mio papà. Ad aprile sono venuti ad abitare un po' più vicino a me: è cambiata la casa, sono cambiate le passeggiate, i volti dei vicini, la vita.

Un giovedì sono andati a fare una passeggiata lungo le rive dell'Adda: non c'era nessuno e mio papà ha lasciato libero Paco. Una corsetta e si addentra nel bosco: sparito, volatilizzato. Mio papà lo chiama, lo cerca, chiede aiuto: nulla, nessuno l'ha visto, lui non torna. Non era mai successo! Passa 5 ore a cercarlo nei dintorni poi, stremato, torna a casa. 

Mi chiama solo la sera,  forse ha dovuto elaborare? Parto anch'io alla ricerca, la sera stessa ed ancora nei giorni successivi con lui ed i miei figli: appendiamo volantini, fermiamo i passanti, chiamiamo Paco, ne denunciamo la scomparsa alla Polizia, alla ASL, ai canili. Pubblichiamo su FB, seguiamo tutti i consigli che i fantastici volontari di varie associazioni scrivono. Nulla, il vuoto, nessun avvistamento. 

Ma che meraviglia scoprire la vicinanza, la comprensione e l'umanità di tante persone, anche estranee, che aiutano a non mollare, che incitano a non perdere la speranza. E mio papà la stava perdendo, stava crollando ed io non sapevo cosa fare: stargli vicino o andare a cercare Paco? E lui pensava: "se è scappato e non è tornato, è perché con me non stava più bene". Lo sconforto ti assale, ma poi qualcuno ti scrive "Lo ritroveremo!" ... e allora riparti alla ricerca. 

Cinque giorni da disperati, cercando di agire e fare le cose con razionalità e poi girovagando a caso, provando ad usare il cuore. E tornare a casa, col buio, col guinzaglio ciondoloni. E immaginare il peggio, piangere e non riuscire a dormire. E svegliarsi la mattina con una nuova idea e ripartire alla ricerca. Non abbiamo mai fatto tanti chilometri come in questi 5 giorni. 

Grazie alla solidarietà, all'aiuto ed alla professionalità di tante persone ed associazioni di volontari, finalmente il numero del microchip e del telefono di mio papà vengono collegati! 

E sapete questo furbetto dove era finito (non ci spieghiamo ancora se volontariamente o no)? Era  a 30Km di distanza, vicino a Montevecchia, in un agriturismo dove eravamo stati poche settimane prima a mangiare. Ed era arrivato lì il giorno stesso in cui è scomparso! 

La gioia e l'emozione di vederselo finalmente e realmente correre incontro non credo ci sia bisogno di descriverla. 
Ma non è finita: forse perché pensava di essere stato lui abbandonato, nei due giorni successivi Paco ha avuto un comportamento strano. Sembrava triste o forse era solo stanco e frastornato, come noi del resto.  

Ci vorrà un po' ma non molliamo!

Ombretta, Paco e Papà – Trezzo sull’Adda (MI), 14 Giugno 2018





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