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Happy End 2005 > Criss



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Foto di Criss

Criss, per me e mio marito, è come un figlio piccolo, anche se ne abbiamo già uno grande e una in arrivo.
La storia di quando si è perso, anche se finita bene, è un campanello d'allarme.
Siamo stati in vacanza a Giugno a Scalea (CS) nella nostra casetta che si trova in un residence su di una collina.

Questa collina a Giugno è un deserto perchè le case sono tutte disabitate, la gente comincia a venirci in vacanza verso metà Luglio e solo ad Agosto c'è il pienone.
Ma ad Agosto deve nascere la bimba che sto aspettando, quindi quest'anno le ferie le abbiamo anticipate.

La sera del 28, accidentalmente, invece di schiacciare il tasto per accendere la luce del giardino, qualcuno di noi ha aperto il cancelletto del giardino e Criss ha ben pensato di farsi un giretto da solo.

Ma il problema di Criss è che lui è un cane d'appartamento, viziato e coccolato, trattato a tutti gli effetti come un membro della famiglia, che dorme nel letto in mezzo ai padroni, mangia solo se ci siamo noi a casa ma, soprattutto non vivendo all'aperto, ha sviluppato un NON senso dell'orientamento.

Già un paio di volte aveva tentato, zitto zitto e indifferente, di darsi alla fuga, ma il nostro occhio vigile era sempre lì a poca distanza a richiamarlo indietro.
Ma quella sera stavamo cominciando a sistemare casa per tornare a Milano e non ci siamo accorti nè di aver inavvertitamente aperto il cancelletto nè che lui era "evaso".
Quando ci siamo resi conto di quanto era successo ci siamo precipitati in strada a cercarlo.

Abbiamo chiesto a tutti quelli che incontravamo, anche se c'erano pochissime persone, come già detto. Nessuno lo aveva visto.

Abbiamo telefonato anche ai nostri amici che si trovavano lì in vacanza come noi e sono corsi ad aiutarci a cercarlo, mollando a metà la cena al ristorante.
Abbiamo girato tutti per ore, in auto e a piedi...
Eravamo disperati.

In quella zona è tutto vicoli, stradine di campagna, case diroccate e vie deserte in cui di notte è talmente buio che anche se gli fossimo passati davanti non lo avremmo visto.

E intorno alla collina, dove ci sono questi residence, ci sono chilometri di campagna brulla e deserta dove vivono branchi di cani randagi e ci sono strade a scorrimento veloce ma buie e piene di curve dove un cane "casalingo" come Criss che decide di attraversare all'improvviso può essere steso da un'auto che lo vede solo all'ultimo minuto... e a quell'ora di notte, dubito che chi investe un cane si fermi a soccorrerlo, chiami un veterinario o almeno i numeri di telefono sulla sua medaglietta.

Abbiamo cercato senza successo Criss fino alle tre e mezza di notte.
Alle sei ci siamo alzati e siamo andati a cercarlo di nuovo, ovunque, in ogni via, a piedi, io con il mio pancione pesantissimo e il passo lento, la voce ormai spezzata dalle lacrime e dalla fatica, ovunque, a gridare il suo nome e sperare di vederlo riapparire dietro un albero o chissà dove.

Mio marito idem, in giro per la campagna, dentro le case abbandonate e diroccate, dove è pieno di insetti che qua al nord non abbiamo nemmeno mai visto e pungono tutti, lasciandoti dei segni che le nostre zanzare in confronto non ti pungono, ti baciano.

Mentre lo cercavamo, non so quanti poveri cani randagi e abbandonati ci hanno seguito, anche per ore, nella speranza di essere loro quel Criss che cercavamo.
Mi sentivo tanto in colpa per tutto, per il cancello, per non essercene accorti subito ma anche per quei cani che sembravano dirti "Se mi porti a casa... io non scapperò mai, promesso!!"

Quando cominciò a fare caldo, verso le dieci del mattino mio marito mi ha ordinato di tornare a casa: "Pensa alla bambina..." e mi ha spedito a casa, continuando le ricerche da solo. Ed io sì, pensavo alla nostra bambina, pensavo anche che non avrebbe mai conosciuto Criss...

Ho passato una giornata intera a piangere, perchè c'era ancora la sua ciotola sul pavimento e i suoi biscottini nel mobiletto della cucina o la sua copertina nell'armadio.
Insomma, tutto mi faceva pensare a Criss e tutto mi faceva piangere perchè ero convinta di non trovarlo. Sentivo che non lo avrei visto mai più.

Nel frattempo mio marito e sua madre avevano continuato a cercarlo e a dire a tutti quelli che incontravano che lo avevamo perso, com'era fatto e che aveva il collare con la medaglietta al collo con i nostri numeri, sperando che qualche anima buona ci chiamasse.

Ogni volta che suonava il cellulare speravamo, ma erano amici e parenti che chiedevano se lo avevamo trovato... la risposta era sempre negativa.
Eravamo disperati, non sapevamo a chi rivolgerci, ci avevano detto che in quella zona non ci sono canili, non c'è l'ENPA, nulla, dei cani da quelle parti, pare che non gliene fregasse nulla a nessuno.

Perchè, come ci disse un signore del posto, qui ci sono cani randagi e cani abbandonati sia in campagna che in paese e collare o non collare, la gente non ci fa caso, non distinguono un cane randagio da uno che è scappato.
E la mattina dopo dovevamo partire.

La nostra tristezza, anzi chiamiamola disperazione, ci ha impallati.... non eravamo nemmeno abbastanza lucidi per pensare a volantini o chissà altro.
Giravamo continuamente nella speranza di vederlo o che il cellulare suonasse.

E io pensavo a Criss, terrorizzato, infrattato chissà dove, magari sbranato da qualche cane o da qualche branco, solo perchè era un cane buono e ingenuo che si avvicinava, come sempre, agli altri cani, scodinzolando come un matto e che delle regole dei cani di strada non sapeva nulla, lui che vive in un appartamento tra il letto e il divano e l'erba la vede solo quando esce con i padroni, al guinzaglio, che lo proteggono da tutto.

Lo vedevo morire di fame e di stenti, perchè Criss mangia e beve solo se siamo a casa noi e soprattutto non ha mai dovuto cercarsi da solo da mangiare, perchè a casa la ciotola della pappa è sempre piena e l'acqua è sempre pronta e fresca.

Ma, peggio, lo vedevo morto schiacciato da qualche auto, perchè lui è uno che le auto le vede passare sì, ma c'è sempre il padrone a dirgli quando attraversare e quando no e nella città dove vive ci sono i marciapiedi e non chilometri di strade provinciali da percorrere senza incontrare una casa o una persona, sul ciglio della strada, con la campagna brulla e scoscesa da una parte e dall'altra...

La mattina dopo, alle sette meno qualcosa, dalla finestra della nostra camera da letto, dopo ore di ricerche inutili, di pianti fino a non avere più una lacrima, e soprattutto dopo non aver dormito più di due ore, una voce chiama mio marito per nome.

Lui si affaccia e il giardiniere del nostro residence gli comunica che ha trovato Criss, giù in paese, a quasi dieci chilometri da dove abitiamo noi, che per sbaglio quella mattina ha percorso un'altra strada per venire a lavorare e che all'improvviso lo ha visto e dopo 45 minuti di tentativi lo ha convinto a salire in macchina e ce lo ha portato.

Vi lascio immaginare, a due ore dalla partenza, cosa abbiamo provato nel vedere Criss risalire timidamente la scala che dal giardino porta all'entrata della nostra casa.
Ci siamo abbracciati tutti, con in mezzo il cane in braccio a mio figlio, abbiamo abbracciato quest'uomo che ci ha riportato il nostro cane, che ci ha reso un pezzo di vita, che il Signore quella mattina, per qualche motivo ha fatto alzare prima e passare da una strada che di solito non percorre per far sì che ritrovasse il nostro cane meraviglioso.

Conclusioni e morali: quando ami gli animali, specialmente quando ami davvero il tuo, se lo perdi è come se si fosse smarrito un membro della tua famiglia, quindi vai nel pallone. Se si perde una persona, ad esempio, i Carabinieri o chi per loro ti aiutano a mantenere la lucidità, ad indirizzare le ricerche... ma se perdi il tuo cane, non ti aiuta nessuno, non sai a chi rivolgerti, non sai cosa fare, specie in uno sperduto paesino di mare della Calabria, dove ci sono cani randagi ovunque.

A Scalea i cani ti inseguono per la strada e ti guardano con occhi che ti fanno venire il magone nel cuore.

Te li porteresti a casa tutti, ma non puoi.

In un posto così, dove i cani girano liberi in paese e nelle campagne circostanti, le persone non si accorgono del tuo cane spaesato e impaurito e se non esiste un ente che si occupa di questi cani, se il tuo si perde, a chi ti rivolgi?

L'importanza dei vaccini: Criss è un cane plurivaccinato, che prende la pastiglia per la filaria e al quale viene messo l'antiparassitario per zecche e pulci. Quando lo abbiamo trovato era pieno di morsi di altri cani, era zoppicante, assetato e affamato, ricoperto di punture di insetti ed escoriazioni varie. Il veterinario ha detto che se non fosse un cane seguito regolarmente da punto di vista sanitario, oltre all'antibiotico e al disinfettante sulle ferite, avremmo dovuto curare ben altro...

Vorrei ringraziare questo sito di esistere, anche se noi lo abbiamo scoperto solo dopo lo smarrimento di Criss, perchè quando perdi il tuo cane è importante che ci sia qualcuno che ti suggerisce cosa fare, come cercare e che ti aiuta nella ricerca.

Grazie di avermi dato la possibilità di raccontare la storia di Criss, sperando che sia di esempio e che gli abitanti di quelle zone, che magari stanno leggendo questa storia, si attivino per fare qualcosa per quei poveri cani che girano sotto il sole o sotto la pioggia, con il caldo o con il freddo, elemosinando una carezza a chi gli passa accanto, sperando di avere un giorno un collare con una medaglietta con il suo nome e i numeri di telefono, anche se molto probabilmente non serviranno, perchè un cane che ha provato l'abbandono non scapperà mai!

Raffaella, Criss e Famiglia - Legnano (MI), 27 luglio 2005

PS.: Criss adesso non scappa più, nemmeno se lasciamo la porta aperta... forse, ma dico forse, ha imparato qualcosa anche lui!





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